STORICO





"THE WORLD MARTIAL ARTS HALL OF FAME"
LA NOMINATION A EMILIO BEVILACQUA
PER LA STRAORDINARIA CARRIERA AGONISTICA

Ci sono persone che con il loro talento trasformano in Arte uno sport. Il riconoscimento del loro valore è un onore per loro ma è anche motivo d’orgoglio per il loro paese, perché si tende ad identificare il campione con il suo popolo.

Nella storia dello sport il nostro paese ha potuto vantare rappresentanti eccellenti in varie discipline sportive e questo è un fatto rilevante, considerando anche che l’Italia non è sicuramente tra i paesi più estesi.

In Italia la considerazione per gli atleti che praticano arti marziali, non è certo paragonabile a quella di Giappone o Stati Uniti. Tuttavia, proprio il nostro paese può vantare uno tra i più grandi talenti che queste discipline abbiano mai conosciuto. Questa persona che ha segnato la storia del kenpo karate, dopo Ed Parker e Jeff Speakman, non è giapponese, cinese o americano, ma è un italiano ed il suo nome è Emilio Bevilacqua.

Nasce a Taranto nel 1966, cresciuto sin da piccolo tra pugilato e karate questa persona ha fatto del movimento un arte, la sua abitazione è un incredibile museo di trofei, lui come atleta è un esempio vivente per le maggiori scuole di kenpo negli Stati Uniti, l’unico karateka europeo ad avere un fan club in California, i suoi fans americani gli hanno dedicato un sito internet contenente tutti i suoi successi, statistiche, immagini e video. La sua carriera agonistica è senza precedenti: dal 1982 al 1992, dieci anni di vittorie distribuite in tornei di prestigio, da Roma a Parigi, da Bologna a Rotterdam, da Monaco a Barcellona e infine Los Angeles con i due mondiali di Kajukenpo, totalizzando nella sua carriera 261 kumite (combattimenti del karate) e 80 free fight (combattimenti del kenpo karate), dei quali 83 vittorie per knock out, 40 per ippon (k.o. tecnico giapponese), 65 per kachi (abbandono prima del limite) e 129 ai punti.

Questo personaggio è ammirato per la sua straordinaria abilità e umiltà dai più grandi maestri giapponesi di kenpo ed è considerato negli Stati Uniti come il più grande artista marziale degli ultimi 15 anni (primo nella classifica dei Top Ten di Karate Magazine nel maggio ’98).

Bisogna considerare che la realtà italiana nel campo delle arti marziali, non è soltanto quella del "Momento Olimpiadi", anche perché non sono contemplate tutte le discipline marziali, al momento sono presenti solamente judo e taekwondo, quando ci sono invece stili come il karate e il kung fu sicuramente più popolari. Questo forse per un semplice motivo di smarrimento nel trovare i giusti accordi con le numerose federazioni che regolano caoticamente questi sport. Nel caso del karate ad esempio, esistono metodi giapponesi e moderni, ciascuno regolato da differenti criteri di programmi tecnici più o meno validi, con tantissime federazioni o associazioni sportive e regolamenti di gara non sempre uguali, basta considerare la differenza di regolamento che esiste tra karate shotokan (diffusissimo in Italia), karate kyokushinkai (diffusissimo in Olanda) e kenpo karate (diffusissimo negli Stati Uniti).

La straordinaria carriera agonistica di Emilio Bevilacqua si commenta da sola: 5 volte Campione Italiano di karate, 4 volte Campione Europeo di karate, 3 volte Campione Internazionale di karate, 3 volte Campione del Mondo di kenpo karate (Los Angeles 1987 e 1992, Dublino 1997); un totale di 341 incontri senza mai riportare neppure una sconfitta.

Oggi siamo davanti ad un avvenimento che scuote la cronaca sportiva italiana: la nomination di questo eccezionale talento e grandissimo campione alla "The World Martial Arts Hall of Fame" per l’Oscar delle arti marziali.

La cerimonia di consegna dell’ambito premio si terrà la notte tra il 6 e il 7 Aprile 2002 nel Gala internazionale di Springdale a Cincinnati in Ohio (USA), al quale è ovviamente attesa la presenza del nostro campione.

E’ forse la prima volta in assoluto che un atleta europeo riceve un così alto riconoscimento negli Stati Uniti, un riconoscimento che va oltre il carattere di eccezionalità dei singoli successi e che premia una carriera agonistica senza precedenti. Un evento quindi che sicuramente rimarrà come una pietra miliare nella storia dei successi internazionali ottenuti dagli atleti del nostro paese.




EMILIO BEVILACQUA
UN MERITATO SUCCESSO PER UN VERO FENOMENO

Dopo gli straordinari successi ottenuti nelle Arti Marziali, la simpatia e la semplicità del fenomeno Emilio Bevilacqua conquistano un pubblico sempre più vasto, ed il campione si dirige in modo sempre più deciso verso il mondo della televisione. La sua recente esibizione come ospite della trasmissione "Vivere Meglio" condotta su Rete4 dal simpatico prof. Trecca (martedì 9 ottobre scorso) ha riscosso un successo di pubblico impressionante, come testimonia la "valanga" di e-mail che sono giunte da tutta Italia alla posta della nostra Associazione ed alla sua personale. Messaggi di fans rapiti dall'esibizione, di ragazzi entusiasti delle sue performance, di adulti che si complimentano per la sua simpatia. Ma anche, cosa piuttosto inaspettata, messaggi di signore, madri di famiglia e giovani donne, che si complimentano per i (pur brevi) consigli sulla difesa personale femminile forniti da Bevilacqua nel corso della trasmissione. A testimonianza del fatto che che il problema dell'autodifesa è ora come mai sentito profondamente dalle persone, soprattutto dalle donne.

Si moltiplicano nel frattempo le apparizioni del Campione del Mondo di kenpo karate sulle reti locali del nord Italia. Il fenomeno è stato già due volte ospite per oltre quattro ore della trasmissione "NovaStadio" su Telenova, in occasione della partita della Nazionale (sabato 1 settembre scorso), e pochi giorni or sono della partita Bologna-Juventus (sabato 20 ottobre scorso). Inutile dire che la simpatia di Emilio Bevilacqua ha fatto nuovamente colpo sull'audience, come dichiarato dlla stessa redazione sportiva della rete televisiva, sommersa dalle mail dirette al campione.

Un successo meritato per un talento unico delle Arti Marziali, che ha saputo ottenere ciò che nessun altro è mai riuscito ad ottenere prima, ma senza perdere la semplicità e la disponibilità che lo rendono così popolare tra la gente.

Un vero modello (e, cosa ancor più importante, un modello vero...) per tutti i praticanti e gli amanti delle Arti Marziali.




EMILIO BEVILACQUA
NELLA NAZIONALE CALCIO TV

In seguito alle sue recenti apparizioni televisive e all'incredibile successo derivato dal suo fan club americano, che registra ad oggi un numero sempre più impressionante di tesserati (appassionati, cultori e praticanti di karate, ju jitsu e kick boxing), nonché al suo successo coi mass media italiani derivato sia dalla nomination all'Oscar delle arti marziali per aprile 2002, che dai suoi sponsor di prestigio, il fenomeno Emilio Bevilacqua continua a riscuotere una sempre maggiore popolarità. Dalla sua dimensione di campione dello sport, si dirige con la sua immagine ormai sempre più spesso verso nuovi canali: dalla moda alla televisione e al suo sogno di sempre, il cinema.

Spinto dalla sua umiltà che fino ad oggi lo ha caratterizzato, spinto dal suo profondo spirito umanitario, dalla sua predisposizione nell'aiutare il prossimo e dalla sua disponibilità verso gli altri, spinto inoltre dalla sua passione per uno dei giochi più belli del mondo... il calcio, è stato di recente inserito dall'amico Vittorio Fagioli nella prestigiosa Nazionale Calcio TV composta da numerosi personaggi famosi e del mondo dello spettacolo: Paolo Bonolis, Diego Abatantuono, Walter Zenga, Stefano Tacconi, il Gabibbo, Franco Oppini, Valerio Staffelli, Umberto Smaila, Gabriele Salvatores e tanti altri.

La Nazionale Calcio TV è organizzata con l'unico scopo della solidarietà, attirando un pubblico sempre diverso, con le sue partite permette di devolvere tutto il ricavato in beneficenza, in un clima di puro divertimento.

Sabato 13 ottobre 2001, Emilio Bevilacqua ha quindi esordito la sua prima partita del cuore al centro sportivo comunale di Caravaggio (BG) contro la squadra dei frati della diocesi di Cremona.
Bevilacqua in tenuta da calcio si è mostrato ad un pubblico differente dal solito e con il fisico calcistico sulla falsa riga del famoso Trezeguet juventino, ha esordito infatti proprio con il numero 17, l'allenatore Fagioli lo ha messo in campo, sostituendo il brillante Fargetta, a venti minuti dalla fine del secondo tempo. La partita era tuttavia già al sicuro, terminata già agli inizi del secondo tempo col punteggio di 6 a 2 a favore della Nazionale TV: doppietta di uno scatenato Fargetta, e reti di Tacconi, Ghione, Sacchetti e Casanova.

Bevilacqua ha fatto movimento in area, smarcandosi spesso molto bene, ma è stato servito decisamente molto poco dai compagni, che hanno peccato forse di egoismo o forse della sindrome new entry. Il fenomeno delle arti marziali è comunque rimasto quasi sempre sul filo del fuorigioco, l'arbitro gli ha infatti fischiato due fuorigioco e un fallo per una trattenuta col ginocchio sul difensore. Ha d'istinto quasi intercettato un fortissimo passaggio, che con probabilità era indirizzato verso la porta ma sarebbe uscito fuori di molto, su un contrasto invece ha recuperato un bel pallone ma l'azione è stata poi fermata; degni di nota una triangolazione veloce con un compagno, e un suo recupero con assist per il centrocampista, che poi ha calciato una vera "bomba" ma fuori dallo specchio della porta.

La giornata è stata la più calda delle ultime settimane, c'erano più di 27 gradi e il sole picchiava intenso, gli avversari si sono resi pericolosi solo nel primo tempo, ma pur avendo un bel gioco in avanti non possedevano un buon rifinitore.

La vetrina si è conclusa con un mare di autografi all'uscita dagli spogliatoi, un "dramma" sicuramente simpatico, dal quale come al solito, soprattutto ultimamente, Bevilacqua esce sempre da protagonista.

Il prossimo appuntamento per Domenica prossima, 21 ottobre 2001, a Novara per la partita contro la Nazionale Direttori TV.




EMILIO BEVILACQUA
UNA STAR AL PREMIO NAZIONALE CANTELLO

Alle Ville Ponti di Varese il 3 settembre scorso si è celebrata la terza edizione del Premio Nazionale Cantello. Nel corso della serata sono stati premiati tantissimi personaggi dello sport, i quali si sono distinti nel corso dell’anno, e personaggi legati direttamente con il mondo sportivo pur non essendo atleti, come arbitri e giornalisti. Presenze di prestigio a livello nazionale ed internazionale, Fogar, Collina, Pizzul, Bevilacqua, Cannavò, Genoni, Chiappucci, Vanoli, Chechi, Rossi, Crosta e Calabrese, sono la dimostrazione evidente che il Premio Nazionale Cantello 2001 si dirige verso tutti i canali autorevoli dello sport e i personaggi sportivi di grosso calibro.

La fortunata iniziativa promossa dal Comune di Cantello nella persona di Enrico Lecci e in collaborazione con la Provincia di Varese ha visto Bevilacqua, come sempre, tra i protagonisti di rilievo della premiazione. La Provincia, nella persona dell’assessore allo sport Cristina Scolari, ha voluto rendere il giusto merito al nostro Campione, invitandolo a partecipare alla serata quale ospite d’eccezione e ritirare il Premio Nazionale per il settore Arti Marziali e Sport da combattimento. Il vice presidente dell’associazione nazionale di kenpo karate, Prof. Antonio Pagano, presente alla Festa dello Sport, è rimasto molto soddisfatto dell’organizzazione del premio, come della presentazione brillante di Guido Meda e della graziosa Monica Vanali.

La stella di Bevilacqua splende sempre più luminosa nel firmamento dello sport mondiale, un campione che ha fatto la storia della sua disciplina e che ha superato in Italia i ridicoli confini del cosiddetto "sport minore", imponendo la sua personalità e le sue capacità al di sopra delle valutazioni soggettive sulle arti marziali. La star adottata felicemente dalla città di Varese, il fenomeno Emilio Bevilacqua, campione del mondo di karate e personaggio di spicco, dal Premio Nazionale Cantello si dirigerà presto all’Oscar delle arti marziali a Cincinnati... premi diversi per un Campione dello sport veramente unico.

Nato a Taranto, Emilio Bevilacqua è Varesino di adozione in quanto si è trasferito da circa sette anni in Lombardia, per motivi sportivi e su esplicita richiesta della Federazione italiana di kenpo karate, che ha voluto fare di questo Campione il simbolo di questo sport e il punto di riferimento per i numerosi praticanti ed appassionati presenti in tutto il mondo. Bevilacqua è ormai diventato il simbolo del karate per eccellenza, sia del tradizionale che del moderno, questo anche grazie alla sua esperienza nel corso degli anni: shotokan, goju ryu, kyokushinkai, full contact e kenpo. Vista la sua straordinaria eleganza e diplomazia nel parlare di tutte le discipline marziali con ugual merito e con la giusta dimensione oggettiva, Bevilacqua riceve tuttora l’ammirazione di molti maestri del settore. Il Premio Cantello va ad aggiungersi agli innumerevoli successi che il nostro Campione ha conseguito nel corso della sua straordinaria carriera agonistica, ma il futuro ha in serbo per lui altre grandi soddisfazioni. Il prossimo aprile Bevilacqua volerà negli Stati Uniti e precisamente a Cincinnati, per ritirare il premio più ambito nel campo di queste discipline sportive. E’ stato infatti invitato dalla "The World Martial Arts Hall of Fame" per ritirare il premio che equivale all’Oscar delle arti marziali. Il premio a lui assegnato è intitolato Century Talent, proprio così, il "Talento del Secolo" delle arti marziali è Emilio Bevilacqua.

L’Oscar delle arti marziali è sicuramente il più alto riconoscimento a livello sportivo che gli Stati Uniti abbiano mai assegnato ad un atleta italiano e deve essere considerato un avvenimento del tutto eccezionale come eccezionale è stata la carriera sportiva di Bevilacqua: tre volte campione del Mondo di kenpo karate, tre volte campione internazionale di karate, quattro volte campione europeo e cinque volte campione italiano. Bevilacqua è l’unico atleta al mondo che risulta tuttora imbattuto dopo aver disputato oltre 341 incontri di karate. E la lunga serie di vittorie del nostro Campione sembra non aver mai fine: Bevilacqua infatti inizierà in questi giorni, con l’assistenza di preparatori americani e presso il centro sportivo B.Fit di Legnano, la lunga e progressiva preparazione per disputare i prossimi campionati del mondo di kenpo karate che si svolgeranno in California nel dicembre del 2002. Negli Stati Uniti, con le sue imprese sportive è diventato presto una leggenda vivente di questo sport ed è sostenuto da tantissimi fans tesserati al suo fan club. Grazie anche alla sua incredibile umiltà e al suo carisma, anche in Italia si sta creando di recente intorno a lui una specie di kenpomania e iniziano a formarsi già i primi club di appassionati di arti marziali e sostenitori della sua immagine, una sorta di fanatismo collettivo che ricorda quello dedicato ai calciatori di primissima categoria, di sicuro un precedente storico per questo sport così lontano dalla nostra cultura ma tanto praticato nel mondo.

Per Bevilacqua il Premio Nazionale Cantello è il meritato riconoscimento verso i suoi sforzi e i suoi incredibili risultati in uno sport affascinante ma purtroppo poco apprezzato qui in Italia, come tantissimi altri sport. Ma il Premio Cantello vuole essere anche il giusto riconoscimento oggettivo verso tutti i personaggi sportivi italiani di tutti gli sport in generale e di tutti i settori sportivi.

Ad oggi sono circa 19 anni che il fenomeno delle arti marziali è in attività, maturando cosi un’enorme esperienza che gli sarà sicuramente d’aiuto per aggiudicarsi, si spera, anche questo campionato del mondo. Come ha dichiarato lui stesso nelle interviste, porterà avanti la sua preparazione in vista dei mondiali come promesso ma attualmente il suo obiettivo è ben altro, il cinema. La sua immagine è in continua crescita e adesso si sta dirigendo a ventaglio, attraverso diversi canali, verso il mondo dello spettacolo: dalla moda, alla televisione e di recente
addirittura anche verso lo sport più popolare d’Italia, il calcio, nel disputare partite di beneficenza.

La televisione lo seguirà durante i suoi allenamenti di karate e la preparazione metodica verso il suo quarto mondiale. Per le federazioni sportive l’operato del nostro Campione è già considerato un record fuori dal normale, aver vinto tre mondiali successivi è un’impresa non da poco, vuol dire essere il numero uno per 15 anni (i mondiali KWC si tengono ogni 5 anni), record in passato conquistato da Chuck Norris (per la TV "Walker texas ranger") con la vittoria di due mondiali di karate consecutivi. Bevilacqua spera però adesso di stabilire un record storico che difficilmente potrà essere eguagliato: vincere il quarto mondiale consecutivo di kenpo karate.

Uno strano appuntamento sportivo invece lo farà scoprire al più vasto pubblico italiano, e sarà quello come centravanti della nazionale di calcio "artisti tv" allenata da Vittorio Fagioli, con la presidenza di Franco Oppini e Stefano Tacconi (presidente onorario).

Definito dalle televisioni come il Van Damme italiano per la sua abilità tecnica, Bevilacqua sembra in realtà non gradire questo paragone, e confessa il suo desiderio, recitare al fianco di Raul Bova in un tipico sceneggiato all’italiana, però tutto d’azione.




BEVILACQUA OSPITE DUCATI SUPERBIKE
Troy Bayliss ha imparato a combattere dal suo amico Emilio?
Campionato Mondiale Superbike, circuito di Monza
Monza - 13 Maggio 2001
Monza, domenica 13 Maggio 2001. Bevilacqua e Bayliss si sono incontrati nuovamente in occasione della gara di Superbike, il campionato del mondo dei bolidi su due ruote. Bevilacqua è stato invitato con sua moglie al paddock Ducati ed era seduto in terrazza, al fianco dell'ospite Paolo Maldini, il difensore del Milan e della nazionale di calcio, e insieme hanno guardato la corsa del mitico numero 21 di Ducati Corse, il funambolico pilota australiano Troy Bayliss. Emilio e Troy si erano già trovati a parlare in occasione del Gala Ducati 2001, che si era tenuto nel mese di febbraio al teatro Smeraldo di Milano, quando vennero presentati i piloti ufficiali che in questa stagione avrebbero corso per la famosa scuderia di Borgo Panigale. Tre i piloti ufficiali di Ducati Corse: il californiano Ben Bostrom che nel suo paese era stimatore del fenomeno italiano di arti marziali, il campione spagnolo Ruben Xaus e il favorito Troy Bayliss. Tra gli ospiti d'eccezione il leone della superbike Giancarlo Falappa, il simpatico "bip bip" del Milan dei tempi d'oro Daniele Massaro, il tenebroso campione di superbike Carl Fogarty e anche il nostro fuoriclasse Emilio Bevilacqua, l'imbattuto e pluridecorato campione di karate. Troy ed Emilio quasi coetanei hanno subito stretto amicizia e tra gli scatti dei fotografi si sono scambiati alcuni consigli, Troy gli ha dato suggerimenti su come portare la sua moto al limite, una S4 916, mentre Emilio spiegava quale metodo e forma mentis utilizzare per essere sempre il numero uno in una competizione. Consigli preziosi che Bayliss non si è di certo lasciato scappare, infatti a Monza durante tutta la gara ha dato prova di forza, determinazione e coraggio. Ha disputato una prima mance da vero lottatore di classe proprio come il nostro Bevilacqua, senza mai chiudere la manetta del gas e tentando ogni possibile strategia di sorpasso nei confronti di Colin Edwards, suo avversario diretto. Hanno combattuto fino all'ultima curva, diverse volte Edwards gli è stato davanti ma alla fine i due piloti sono arrivati alla staccata fianco a fianco e sul filo dei 280 chilometri orari, ma prima di imboccare la curva parabolica che conduce al rettilineo finale, quasi si toccano e sgomitano, ma Troy non molla e quasi con una tecnica di karate passa con grinta al comando. In uscita di curva sfoga tutti i cavalli della sua 996 e taglia il traguardo, aggiudicandosi cosi la prima gara della giornata. Federico Minoli, presidente della Ducati , quando ritrova Bevilacqua al paddock gli consegna vistosamente la coppa di Troy e gli dice: "tieni Emilio, tanto tu sei abituato con i trofei!" Era la prima volta che Bevilacqua sollevava un trofeo di superbike conquistato da Ducati Corse, un po' di emozione non guasta in questi casi ma lui lo fa con grande disinvoltura. I festeggiamenti continuano dalla terrazza al paddock di Ducati, una baldoria senza dubbio meritata. Minoli prende per braccio Bevilacqua e lo porta in giro per gli Stand delle altre case motociclistiche e in particolare di Suzuki, dove si pregia parlando con un dirigente della casa giapponese del fatto che il campione del mondo di karate è un italiano, affermato ducatista e tifoso illustre di Ducati Corse. Dopo poche ore ha inizio la seconda mance, i piloti sono di nuovo in sella ai loro missili, il sole picchia senza pietà, la partenza di Troy è quasi una rigorosa impennata e nei primi giri riprende la lotta con Edwards, ma prima di metà gara Troy si scatena e macinando dei veri record sui tempi crea un distacco sufficiente da permettergli di vincere anche la seconda corsa in maniera sicuramente più limpida e autoritaria, ricordando per un attimo una delle vittorie più schiaccianti della storia delle arti marziali, quella a Los Angeles di Bevilacqua ai mondiali di kenpo karate del 1992. Troy e la sua 996 realizza la prima doppietta della sua carriera con Ducati in modo entusiasmante. Dopo la premiazione per una grande riscossa, tra gli applausi del pubblico per altro tantissimi, si sono registrati a Monza più di 90.000 spettatori, il vincitore Troy Bayliss incontra il suo amico Emilio Bevilacqua con il quale vuole sollevare al cielo il suo trofeo, forse per ringraziarlo dei consigli che gli hanno permesso di esprimere al momento giusto
la grinta vincente. Successivamente ai paddock è arrivato anche Gerry Scotti
che si è complimentato col Team Ducati per la duplice vittoria
e con Bevilacqua per il suo fan club negli Stati Uniti.

Bevilacqua con Federico Minoli e il trofeo di gara uno

Bevilacqua con Troy Bayliss il vincitore!

Bevilacqua e Paolo Maldini, ospiti Ducati





BEVILACQUA OSPITE AL GALA DUCATI
Presentazione alla stampa del Team Ducati Superbike
Milano - Febbraio 2001


Sito Ufficiale Ducati

Troy Bayliss con Bevilacqua

Ruben Xaus con Bevilacqua

Ben Bostrom con Bevilacqua

Carl Fogarty con Bevilacqua



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